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Analisi scientifica degli alimenti: dal dato alla valorizzazione del prodotto

Il percorso del Master di II livello alla Sapienza e il suo contributo al mio modo di affrontare autenticità, qualità e valorizzazione dei prodotti alimentari.

Pierpaolo Criscenzo
Pierpaolo CriscenzoTecnologo Alimentare · OTASS n. 469

Nel settore alimentare una decisione tecnica è solida quando può essere ricondotta a dati attendibili, a un metodo verificabile e a una corretta interpretazione del contesto produttivo. È un principio che riguarda la sicurezza, ma anche l'autenticità, la qualità e la capacità di descrivere con precisione il valore di un prodotto.

Questa impostazione ha guidato il mio percorso di specializzazione nel Master di II livello in Tecniche scientifiche di analisi nel settore alimentare presso Sapienza Università di Roma. Un percorso che ha rafforzato la mia preparazione nelle tecniche analitiche applicate agli alimenti, con particolare attenzione all'ambito forense e alla valorizzazione di prodotto.

Cosa significa approccio forense nel settore alimentare

Il termine "forense" non indica soltanto un'attività legata a una controversia. Descrive, più in generale, un metodo di indagine rigoroso: partire da un quesito, raccogliere elementi misurabili, valutare la qualità del dato e costruire conclusioni che possano essere motivate e ripercorse.

In campo alimentare questo approccio può contribuire allo studio dell'autenticità, alla caratterizzazione delle materie prime, al confronto tra campioni e alla ricerca delle possibili cause di un'anomalia. Il dato strumentale, tuttavia, non è una risposta automatica. Acquista significato soltanto quando viene interpretato alla luce del processo produttivo, della composizione dell'alimento e dell'obiettivo dell'indagine.

Per questo considero essenziale il dialogo tra laboratorio e produzione. Un risultato analitico può segnalare una differenza, ma per comprenderne l'origine occorre conoscere le materie prime, le condizioni di processo, le variabili tecnologiche e le modalità di conservazione.

Il lavoro su GC-MS, FTIR e analisi dei dati

La tesi di Master ha riguardato la classificazione degli acidi grassi nelle margarine commerciali attraverso GC-MS, FTIR e modelli di machine learning.

La gascromatografia accoppiata alla spettrometria di massa consente di separare e identificare componenti di una miscela complessa. La spettroscopia infrarossa permette invece di osservare un'impronta caratteristica del campione. L'analisi statistica e i modelli di classificazione aiutano a leggere con metodo insiemi di dati che, considerati singolarmente, potrebbero non restituire una distinzione immediata.

L'aspetto più formativo non è stato soltanto utilizzare tecniche differenti, ma comprenderne la complementarità. Ogni metodo osserva il prodotto da una prospettiva specifica; l'integrazione dei risultati permette di costruire un quadro più informativo e di formulare interpretazioni più robuste.

Dall'identificazione alla valorizzazione

Valorizzare un prodotto alimentare non significa ricorrere a formule promozionali. Significa individuare caratteristiche reali, misurabili e coerenti con il processo, e comunicarle senza eccedere ciò che i dati consentono di sostenere.

Questo principio è particolarmente rilevante per le produzioni territoriali e artigianali. Origine delle materie prime, composizione, metodo produttivo e stabilità nel tempo possono diventare elementi distintivi soltanto se sono documentati correttamente. L'analisi scientifica può quindi sostenere un percorso che parte dalla conoscenza del prodotto e arriva alla sua caratterizzazione tecnica, al controllo della costanza produttiva e a una comunicazione più precisa.

La valorizzazione è anche un'attività interna all'azienda. Comprendere quali variabili influenzano maggiormente il risultato permette di migliorare le specifiche, controllare le deviazioni e proteggere nel tempo l'identità del prodotto.

Come questa formazione entra nella consulenza

Nel lavoro di consulenza applico questo metodo prima di proporre una soluzione. Definisco il problema, distinguo i dati disponibili dalle ipotesi, osservo il processo reale e individuo quali verifiche possono produrre informazioni utili.

Lo stesso approccio vale nella gestione di una non conformità, nella revisione di una scheda tecnica, nella valutazione di un processo o nella preparazione di un piano di controllo. La conformità normativa rimane necessaria, ma deve essere sostenuta dalla comprensione scientifica del prodotto e del sistema che lo genera.

La mia esperienza nella produzione e nella qualità completa questa formazione analitica. Mi consente di collegare il risultato tecnico alle condizioni concrete in cui l'azienda lavora: tempi, impianti, organizzazione, persone e obiettivi di mercato.

Il punto di arrivo non è produrre più documenti, ma prendere decisioni tecniche meglio motivate. È in questo equilibrio tra analisi, processo e responsabilità professionale che riconosco il ruolo del Tecnologo Alimentare.


Sono Pierpaolo Criscenzo, Tecnologo Alimentare iscritto OTASS n. 469. Affianco imprese alimentari e attività HORECA su sicurezza alimentare, conformità, processi e valorizzazione tecnica del prodotto.